Home » Lettere mensili Governatore » Archivio home page » 6 Giugno 2013: Premio Marcello Ludergnani e Prof. Paolo Zamboni

6 Giugno 2013: Premio Marcello Ludergnani e Prof. Paolo Zamboni

6 Giugno 2013: Premio Marcello Ludergnani e Prof. Paolo Zamboni - ROTARY CLUB di CENTO

Per progredire la Scienza ha bisogno di irregolarità. Serata memorabile di elevato spessore iniziata con l’Onore alle bandiere e col saluto della nostra presidente Annalisa ai numerosi ospiti ed amici nella sala al completo.

Oltre all’illustrissimo Prof. Paolo Zamboni e la famiglia Ludergnani con Carla, Ruggero,  Matteo e la consorte Beatrice, era presente la Dott.ssa Valentina De Rose vincitrice della borsa di studio 2013 (ottava edizione) intitolata all’indimenticabile nostro Marcello.

Un particolare saluto e ringraziamento Annalisa lo ha riservato agli ospiti Albert e Mariangela dell’Inner Weel di Vienna per la generosità verso l’Emilia terremota con la donazione di 6 lavagne LIM (13 mila euro) alla scuola media di Corporeno.

Molto partecipato l’intervento di Matteo Ludergnai che ha rimarcato e ringraziato tutti i rotariani centesi per l’onore continuo, con la Borsa di Studio in memoria del papà Marcello.

Matteo e Ruggero con Annalisa hanno consegnato il premio, Targa ed Assegno, alla calabrese Valentina De Rose che con la sua terza tesi specialistica sul turismo, all’università di Ferrara, si è conquistata il maggior punteggio della commissione aggiudicatrice, alla quale fa parte anche il nostro Giorgio Garimberti.

Dopo la piacevole “anteprima della conviviale” e doveroso ringraziare Riccardo Fava che ci ha regalato la presenza nella nostra sede a Cento, del “suo grande amico” il Prof. Palo Zamboni che dall’università di Ferrara con le sue pionieristiche ricerche nella cura della Sclerosi Multipla è diventato famoso nel mondo intero.

Zamboni ci ha fatto una lezione indimenticabile sul percorso della sua ricerca, col suo umile stile e con un linguaggio da “esperto idraulico” comprensibile a tutti anche per l’aiuto di immagini  in power point.

Il  metodo Zamboni che consiste nello “allargare il principale tubo che porta il sangue al cervello” sta dando buoni risultati nei casi con diagnosi precoce ed è un primo contributo per curare una malattia genetica molto complessa della quale c’è ancora tanto da scoprire.

Zamboni ha voluto ringraziare pubblicamente il suo staff e la Regione Emilia Romagna che incoraggia questo campo di ricerca con discreti finanziamenti, mentre parte del sistema scientifico non solo italiano, la burocrazia e la speculazione cercano di mettergli bastoni fra le ruote.

Coinvolgente anche il dibattito con i medici presenti che Annalisa ha dovuto interrompere per non fare le ore piccole.

In chiusura Annalisa, che sa ben controllare le forti emozioni, ha rivolto un meritatissimo grazie ai protagonisti della serata ed ha sottolineato il lavoro/missione di Paolo Zamboni che sta dimostrando di aver imparato anche a “digerire” i tanti ostacoli sul suo percorso. E noi continuiamo ad applaudire!

FOTO

da sx: Riccardo Fava / Paolo Zamboni / Annalisa Bregoli / Carla, Matteo e Ruggero Ludergnani